«Il “Right to stay” introdotto dalla Commissione Europea segna un importante cambio di rotta nelle politiche a favore della montagna. Questo nuovo approccio, per il quale Uncem ha lavorato attivamente negli ultimi anni, rappresenta un investimento sul futuro delle aree montane, con cento miliardi di euro previsti in cinque anni».
Queste sono le parole di Tiziano Maffezzini, presidente di Uncem Lombardia, in merito alla nuova strategia del diritto a restare, presentata recentemente dalla Commissione Europea. L’obiettivo è quello di rafforzare coesione, competitività ed equità territoriale, affrontando il problema dello spopolamento delle aree periferiche e rurali e riducendo il divario tra le regioni in crescita e quelle in declino.
Obiettivi della nuova strategia
Maffezzini continua: «Abbiamo più volte ribadito che trasferirsi, cercare opportunità nelle grandi città o all’estero, deve essere una scelta e non un obbligo. Come istituzioni, abbiamo la responsabilità di garantire le condizioni necessarie affinché chi desidera rimanere nei propri luoghi di origine possa farlo».
Il Piano di diritto a restare offre a tutti i cittadini europei la possibilità di rimanere nel luogo che considerano casa, evitando trasferimenti forzati. Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione Europea per Riforme e Coesione, ha sottolineato durante la presentazione a Bruxelles che questa iniziativa non è solo una misura isolata, ma una strategia comune per contrastare lo spopolamento di alcune aree. È in linea con l’articolo 174 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, che mira a ridurre il divario di sviluppo tra le diverse regioni e sostenere quelle meno favorite.
La problematica si manifesta chiaramente anche nella nostra valle, dove molti giovani che si formano in università italiane o estere non fanno ritorno. Questo fenomeno non è limitato alla Lombardia o all’Italia, ma riguarda l’intero continente. Le aree rurali e montane rischiano di vedere un incremento del divario con le regioni in crescita. È necessario agire per fermare questo declino, investendo in servizi e sviluppo, come istruzione, sanità e trasporti, e costruendo una rete di protezione sociale che accompagni le persone lungo tutto il corso della loro vita. È fondamentale anche valorizzare il capitale umano e incentivare l’imprenditorialità per creare vere opportunità di lavoro, con l’obiettivo di trattenere i giovani e attrarre nuovi residenti.
«Come abbiamo reiterato in diverse occasioni – conclude Maffezzini – queste azioni richiedono una programmazione a livello nazionale e sovranazionale, oltre a ingenti investimenti, con una visione a medio e lungo termine. La strategia europea rappresenta una risposta adeguata e Uncem sarà attenta all’evoluzione e all’attuazione di questa iniziativa, affinché il diritto a restare venga garantito».