Cautela e preoccupazione

CISL Sondrio avverte: “Assunzioni bloccate e diritti a rischio nella sanità pubblica”

Il sindacato esprime forte preoccupazione per le indicazioni emerse da Regione Lombardia riguardo alle assunzioni nelle strutture ospedaliere.

CISL Sondrio avverte: “Assunzioni bloccate e diritti a rischio nella sanità pubblica”

La sanità pubblica in provincia di Sondrio attraversa un periodo critico. La Segreteria UST CISL del territorio ha espresso in un recente comunicato la propria forte preoccupazione per le notizie riguardanti le direttive fornite dalla Regione Lombardia alle aziende ospedaliere.

Secondo diverse fonti giornalistiche, in attesa di certezze sui finanziamenti statali, gli ospedali avrebbero ricevuto l’indicazione di limitarsi alla copertura dei posti vacanti causati da pensionamenti e dimissioni, evitando nuove assunzioni strutturali.

Questa scelta, avverte la CISL, potrebbe ostacolare il potenziamento degli organici in un contesto già segnato dalla carenza di personale in tutte le strutture sanitarie.

Forte preoccupazione

“La linea indicata – si legge nel comunicato – desta forte preoccupazione, soprattutto alla luce della gravissima carenza di personale che ormai interessa in modo diffuso tutte le strutture sanitarie. Invece di avviare una politica straordinaria e concreta di assunzioni, necessaria per rafforzare i servizi e garantire risposte adeguate ai cittadini, si rischia di congelare ulteriormente il reclutamento del personale”.

Il sindacato avverte che una simile scelta potrebbe avere ripercussioni negative non solo sugli ospedali, già in difficoltà, ma anche sulle strutture territoriali previste dal nuovo modello sanitario. In particolare, la Segreteria UST CISL mette in guardia sul funzionamento delle Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità, che potrebbero trovarsi privi delle professionalità necessarie per operare efficacemente.

Un’altra criticità specifica riguarda l’ASST Valtellina e Alto Lario, dove è stata decisa una riduzione della percentuale di part-time dal 25% al 18%.

Incomprensibile e penalizzante

Questa misura, definita “incomprensibile e penalizzante” dal sindacato, colpirebbe direttamente i lavoratori senza affrontare le cause strutturali della carenza di personale. “Si tratta di una misura che compromette ulteriormente la conciliazione tra vita lavorativa e vita personale, senza peraltro risolvere i problemi legati alla carenza di organico”, ha dichiarato la CISL.

Il personale sanitario e tecnico opera da tempo in condizioni di forte pressione, affrontando turni scoperti e cercando di compensare le croniche carenze di organico. Grazie al senso di responsabilità degli operatori, il sistema continua a funzionare, ma – avverte il sindacato – “il margine di tenuta è ormai ridotto al minimo”.

Per questo motivo, la CISL sostiene che non si possa continuare a far gravare sui dipendenti il peso delle difficoltà organizzative e delle scelte di programmazione. Sono necessari investimenti, nuove assunzioni e una visione chiara sul futuro della sanità pubblica in Valtellina e Valchiavenna.

Il sindacato ha inoltre richiesto un incontro urgente con l’azienda sanitaria per chiarire la reale situazione degli organici e le prospettive dei servizi sul territorio, oltre a discutere eventuali misure di incentivazione per rendere più attrattive le strutture della provincia.

“La sanità della Valtellina – conclude la Segreteria UST CISL – è sostenuta da lavoratrici e lavoratori che da anni tengono in piedi il sistema con grande sacrificio e senso del dovere. Bloccare o rallentare le assunzioni e comprimere gli istituti di conciliazione, come il part-time, significa indebolire ulteriormente un sistema già in grave affanno”.