Il maxi blitz dei Carabinieri ha colpito anche la Valtellina, in particolare Sondrio, portando all’arresto di Baby Gang, noto trapper con un passato criminale significativo. L’operazione si è svolta nella notte tra lunedì 16 e martedì 17 marzo 2026 e ha visto coinvolti i colleghi di primalecco.it.
Dettagli del blitz e arresto
Baby Gang, al secolo Mouhib Zaccaria, è stato arrestato per violenze domestiche e atti di aggressione. Le sue azioni includono attacchi alla fidanzata e a tre uomini sospettati di furto, oltre a viaggi in Iraq per addestrarsi all’uso di armi pesanti. Gran parte di questo comportamento violento è stato documentato e vantato sui social media. L’arresto è avvenuto pochi giorni dopo una condanna per ricettazione e possesso di una pistola clandestina, frutto di un’operazione legata a un blitz effettuato dai Carabinieri di Lecco in diverse località, inclusi Garlate e Calolziocorte, che è considerata la base operativa del rapper.
Operazione di polizia
All’alba, una massiccia operazione ha visto decine di Carabinieri setacciare l’abitazione di Baby Gang, ribattezzata “il fortino” dagli investigatori. Le perquisizioni hanno interessato anche il quartiere delle case Aler in via Di Vittorio, noto per il clima di paura e silenzio. In totale, sei individui sono stati arrestati, tutti collegati a un vero e proprio clan criminale dedito al traffico di armi e violenze.
Le indagini e i precedenti
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecco, è iniziata il 14 febbraio 2025, quando un pregiudicato macedone è stato arrestato con due pistole rubate legate a sparatorie avvenute a Milano. Queste armi erano state cedute a lui da Mouhib. Il quadro che ne emerge è preoccupante: il rapper e il suo gruppo sono accusati di detenzione e scambio di armi, con episodi di aggressioni fisiche e intimidazioni.
Nel settembre 2025, Baby Gang era già stato arrestato per possesso di una pistola con matricola abrasa. Le autorità hanno rinvenuto ulteriori armi durante le perquisizioni nella sua abitazione, tra cui una scacciacani modificata e un’arma rubata.
Violenza e intimidazioni
Le accuse nei confronti di Baby Gang sono gravi, inclusi episodi di violenza contro cittadini rumeni accerchiati e picchiati davanti alla sua abitazione. Le vittime inizialmente non hanno denunciato, ma si sono fatte avanti dopo che il rapper ha condiviso sui social video dell’aggressione. L’atteggiamento di Baby Gang, già sottoposto a sorveglianza speciale, è stato descritto dal tenente colonnello Andrea Domenici come una chiara violazione delle regole.
Un viaggio in Iraq, avvenuto durante la sorveglianza, ha sollevato ulteriori preoccupazioni per la pericolosità del gruppo, sebbene non siano emerse accuse di terrorismo. Il comandante provinciale, colonnello Nicola Melidonis, ha evidenziato il rischio rappresentato da Baby Gang e dal suo gruppo, che ha dimostrato uno spregio per la legge e una familiarità con armi pesanti.
Violenza domestica
La violenza non si limita agli attacchi esterni; la compagna convivente di Baby Gang, una ragazza di 22 anni, ha subito abusi fisici e psicologici. In un episodio grave, il rapper le ha provocato una frattura del setto nasale. Le violenze sono proseguite dal 2023 al 2025, rendendo difficile per la vittima denunciare gli abusi.
Il procuratore capo Basso ha evidenziato la gravità della situazione, mettendo in luce il ciclo di violenza che ha caratterizzato la vita domestica del rapper. Questo caso rappresenta un triste esempio del confine sottile tra fama e illegalità, dove la violenza e la paura si intrecciano in modi inquietanti.