Negli ultimi giorni, le montagne della Lombardia hanno registrato diversi eventi valanghivi. Ma come è possibile muoversi in sicurezza sui pendii innevati? Matteo Fioletti, coordinatore del Centro Neve e Valanghe di Arpa Lombardia, fornisce risposte a questa e ad altre domande attraverso un’intervista sui canali social dell’Agenzia.
Il ruolo del Bollettino Neve e Valanghe
Il Bollettino Neve e Valanghe di Arpa Lombardia è uno strumento fondamentale, aggiornato periodicamente e accessibile sul sito dell’Agenzia. In esso sono contenute informazioni essenziali, tra cui il grado di pericolo.
“Il grado di pericolo – spiega Fioletti – non è l’unico elemento da considerare. Ci sono altri fattori altrettanto importanti per valutare la stabilità del manto nevoso, come i problemi nivologici, le esposizioni critiche e le dimensioni delle valanghe attese. Questi approfondimenti sono riportati nel Bollettino.”
Valutazione dei pendii e preparazione
Non tutti i pendii sono uguali; è necessaria una preparazione adeguata e esperienza. È sufficiente affidarsi al ‘semaforo verde’ del bollettino?
“Non basta il ‘semaforo verde’ del bollettino. Per pianificare un’uscita, è fondamentale non basarsi solo sull’indice di pericolo. Percorsi molto frequentati possono presentare caratteristiche diverse rispetto a quelli meno battuti. Pertanto, la valutazione locale è cruciale. È necessario avere una base di conoscenze derivanti dalla lettura del bollettino per identificare i problemi nivologici e adottare comportamenti che riducano il rischio, come mantenere distanze di sicurezza su pendii ripidi. In alternativa, è consigliabile affidarsi a esperti.”
Processo di creazione del Bollettino
Il Bollettino Neve e Valanghe è un prezioso strumento per comprendere la stabilità del manto nevoso. Come viene realizzato?
“I tecnici di Arpa Lombardia, i nivologi, analizzano costantemente i dati nivologici e consultano modelli matematici per simulare la stratigrafia del manto nevoso. Devono considerare le osservazioni provenienti dai rilevatori e adattarsi continuamente agli scenari meteorologici. L’obiettivo è rendere le informazioni accessibili e consapevoli, informando sui rischi valanghivi senza allarmismi.”
Definizione del grado di pericolo
Come si determina il grado di pericolo per le valanghe?
“La neve è complessa, e la valutazione del pericolo valanghe non è mai assoluta, ma una media ponderata delle situazioni conosciute, condotta su zone omogenee. La scala europea del pericolo valanghe è suddivisa in 5 gradi, da 1 (debole) a 5 (molto forte), con un incremento esponenziale del rischio.”
Rischi legati alle condizioni meteorologiche
Recenti ghiacciate o temperature rigide possono indurre a sottovalutare i rischi?
“È importante non limitarsi a una valutazione basata solo sulle condizioni recenti. Bisogna considerare l’intera stratigrafia del manto nevoso. Gli strati deboli possono rimanere per mesi. Quest’anno, ad esempio, uno strato di cristalli instabili alla base del manto potrebbe aumentare il rischio di valanghe.”
Prevenzione e sicurezza
In montagna, il rischio non è mai zero. La prevenzione è quindi fondamentale quando si parla di neve e valanghe?
“La prudenza è essenziale: la prevenzione inizia con una corretta pianificazione dell’itinerario. È cruciale documentarsi, evitando comportamenti superficiali e valutando attentamente le situazioni specifiche. Si stima che il 70% degli incidenti in valanga derivi da scelte errate degli itinerari in relazione al grado di pericolo.”