Sernio

Tre bandi per la cultura al Pergul

La rassegna "Segni del paesaggio" promuove il dialogo tra arte, memoria e territorio.

Tre bandi per la cultura al Pergul

Il Comune di Sernio lancia “Segni del paesaggio”, una rassegna artistica volta a esplorare il dialogo tra arte, memoria e paesaggio. L’iniziativa si concentra sull’area del Pergul, situata sul versante sud del monte Massuccio, caratterizzata da una vasta area terrazzata fino a 1000 metri, simbolo della tradizione della pietra a secco, un elemento fondante dell’identità alpina. La rassegna si compone di tre bandi artistici distinti ma interconnessi.

Pittura, narrativa e land art

Il primo bando, dedicato alla pittura, è intitolato “Sguardi sul Pergul” e invita gli artisti a interpretare il paesaggio attraverso luce, materia e memoria. Il secondo, “Racconti di pietra e vento”, si rivolge alla narrativa, chiedendo di evocare storie legate alla montagna e alle sue tracce umane, con la possibilità di produrre testi, poesie e testimonianze. Infine, il bando di land art, “Segni del paesaggio”, propone la realizzazione di opere site-specific che dialoghino con il territorio, integrandosi con i muri a secco e le coltivazioni.

Il commento del sindaco

“Attraverso queste tre call – afferma il sindaco Severino Bongiolatti – Segni del paesaggio mira a creare un laboratorio diffuso di arte e natura, dove la comunità locale, gli artisti e i visitatori possono riscoprire la forza simbolica del paesaggio e il suo valore come bene comune”. I bandi prevedono premi assegnati da giurie qualificate, momenti di incontro pubblico, mostre collettive e pubblicazioni che documenteranno il percorso creativo. Tutti i dettagli e i moduli per partecipare sono disponibili sul sito ufficiale del Comune. La scadenza per le iscrizioni è fissata al 28 febbraio, mentre l’evento finale si terrà a Palazzo Homodei il 20 giugno 2026.

Un patrimonio da valorizzare

Il Pergul si estende su 70 ettari, interamente terrazzati, e custodisce numerosi edifici rurali storici. I baitei, costruzioni in pietra secca realizzate secondo l’antica tecnica a “Tholos”, rappresentano un’importante testimonianza del passato. Finora ne sono stati censiti 44, ma il censimento è ancora in corso, dato l’ampio territorio. I terrazzamenti, le lunghe scale in sasso e le murache raccontano di un passato ricco di storia e tradizione, simboli di fatica e conoscenza nella valorizzazione della pietra, risorsa abbondante della zona. Sui terrazzamenti, si coltivava la vite e, a quote superiori, alcuni cereali. I baitei servivano come rifugio temporaneo per persone e attrezzi, mentre scale e percorsi trasversali facilitavano il passaggio tra i vari livelli.

Le murache, imponenti strutture alte fino a 8 metri, sono state costruite con la pietra derivante dallo spietramento delle terrazze e svolgono anche la funzione di sostenere il terreno. Grazie all’iniziativa del Comune di Sernio, in collaborazione con la Cooperativa Sociale Intrecci e l’Istituto Fojanini, alcuni ettari sono stati recuperati per la coltivazione di un uliveto che produce un olio di alta qualità. Una parte significativa è stata trasformata in noccioleto, e sono stati restaurati due villaggi di baitei, situati in una valletta, creando un unicum nel paesaggio montano. Il progetto, avviato nel 2019, ha reso l’area molto frequentata da famiglie e visitatori di tutte le età.