Un omaggio in versi

SpaH inizia il nuovo anno con una poesia di Paolo Piani

Il poeta valtellinese celebra il progetto che sostiene i giovani e le loro famiglie

SpaH inizia il nuovo anno con una poesia di Paolo Piani

Il nuovo anno si apre per la Casa di SpaH con un dono inaspettato: una poesia che tocca il cuore. A comporla è Paolo Piani, una delle voci più genuine della poesia dialettale valtellinese, che ha scelto di dedicare i suoi versi a SpaH, narrando con sensibilità e profondità non solo un servizio, ma una visione di comunità e di futuro, affrontando la questione del “dopo di noi”. I suoi versi, ricchi di memoria e umanità, celebrano con calore il percorso di inclusione e autonomia dei giovani coinvolti nel progetto.

Un omaggio alla Casa di SpaH

Intitolata “SPA H”, la poesia è un intenso tributo al cammino dei giovani con disabilità che frequentano SpaH e alla nuova Casa, con i suoi appartamenti e spazi sociali, concepiti per accompagnare i ragazzi verso l’autonomia e rispondere a una delle domande più profonde delle famiglie: “Che ne sarà di mio figlio dopo di noi?”.

Questo passaggio rende i versi di Piani straordinariamente vicini alla realtà:

“Àa i genitóri, de nòc’ i ghè la fa a posàa,
i stà ca pü còi óc’ sbarlatàac’ a pensàa:
dopo de nùu, còma la sarà la sùa strada?
I puìi iè réet a fasù ognantüu la sùa gnàda!”

Qui si racchiude il vero significato della Casa di SpaH: non solo un luogo, ma un percorso che consente ai giovani di forgiare la propria strada e il proprio progetto di vita.

Nei versi di Piani, SpaH si trasforma in un’opera collettiva, capace di cambiare la quotidianità delle persone, alleviando le notti dei genitori e illuminando i volti dei ragazzi:

“La SpaH, ca iàndenùu ià tràc’ èn pée
par i bagai svantagiàac’ fàc dèl bée,
l’è stàc’ par cérti famigli òl pusé bèl regàal
de la Befana, Faraóst, Pasqua e Natàal!”

Ancora:

“‘Sti rèdes, còl l’aiùt de persóni speciàli,
i-è réet a ‘mparàa a ulàa con li sói àli;
e adèss quant cà i tè ‘ncuntra, i-è n’amóor,
còn chèla fàcia alégra e lusènta còme èn fióor!”

Queste parole raccontano un’esperienza di vita, in cui le fragilità non vengono negate, ma trasformate in opportunità. La poesia, scritta in dialetto e tradotta per una fruizione più ampia, sottolinea il valore di una visione condivisa, esprimendo gratitudine verso il Sindaco e tutti coloro che hanno reso possibile questa realtà. Un riconoscimento che va oltre le parole, toccando direttamente il cuore di chi crede nella crescita collettiva.

All’inizio del 2026, mentre SpaH riprende le sue attività nella nuova struttura, questa poesia diventa simbolo di una ripartenza significativa. Un augurio per l’anno nuovo che parla di persone, relazioni e visioni, ricordando che il “dopo di noi” è un processo quotidiano, costruito con scelte coraggiose e una comunità che si fa casa.

La Fondazione Albosaggia e l’intero team di SpaH esprimono sincero ringraziamento a Paolo Piani per questo prezioso dono poetico, che riconosce il lavoro quotidiano accanto ai giovani e alle loro famiglie.

La poesia completa, in dialetto e traduzione, è disponibile al seguente link: https://bit.ly/poesiaSpaH