Il mondo dell’autotrasporto italiano sta affrontando un momento di grave crisi, aggravato dalla mancanza di risposte concrete da parte del Governo. Le richieste formulate da UNATRAS e dalle principali associazioni del settore, tra cui Confartigianato Trasporti, continuano a rimanere senza risposta. Nonostante gli sforzi e i numerosi appelli, le istituzioni sembrano silenziose, creando una situazione insostenibile per migliaia di imprese che garantiscono ogni giorno la movimentazione delle merci e l’approvvigionamento del Paese.
Fermo nazionale e richieste inevase
Tra le richieste non soddisfatte si evidenziano:
- sospensione temporanea dei versamenti contributivi e previdenziali, per fornire supporto finanziario alle imprese;
- ristori compensativi per garantire il rimborso integrale delle accise trimestrali;
- estensione della possibilità di rimborso delle accise anche al comparto dei Bus Operator da noleggio con conducente;
- ottimizzazione dell’operatività del credito d’imposta di 100 milioni di euro destinato agli autotrasportatori di merci, con l’emanazione rapida dei necessari decreti attuativi;
- riduzione del termine di silenzio assenso per accedere al credito d’imposta a 10 giorni, rispetto ai 60 attuali;
- disponibilità di risorse adeguate, come già quantificato, per evitare penalizzazioni per le imprese che hanno investito in sicurezza e sostenibilità ambientale.
Le conseguenze di questa crisi si stanno ripercuotendo su tutta l’economia nazionale, con aumenti nei costi delle materie prime e dei prodotti finiti, che influiscono su imprese, filiere produttive e consumatori.
In risposta al totale silenzio del Governo, UNATRAS ha annunciato un fermo nazionale dei servizi di autotrasporto dal 25 al 29 maggio 2026.
Per rafforzare la mobilitazione e dare voce alle imprese, Confartigianato Trasporti e le altre sigle aderenti a UNATRAS hanno convocato un’Assemblea regionale delle imprese dell’autotrasporto, che si terrà il 23 maggio alle ore 10 a Monza, presso la sede di APA Confartigianato in via G.B. Stucchi 64.
Tutte le imprese del territorio sono invitate a partecipare numerose per lanciare un segnale forte e unito al Governo: senza interventi immediati, il settore rischia di subire danni irreparabili, compromettendo un elemento chiave dell’economia italiana.