Proteste in corso

Presenza degli agenti ICE, cresce la contestazione in Valle

Il Partito Democratico: "Non sono graditi"

Presenza degli agenti ICE, cresce la contestazione in Valle

Recenti notizie hanno confermato la presenza degli agenti dell’U.S. Immigration and Customs Enforcement (ICE) in Italia, nell’ambito delle misure di sicurezza per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Il Partito Democratico della provincia di Sondrio esprime una ferma opposizione a questa decisione, considerandola inadeguata e contraria ai valori democratici. Questa posizione si allinea a quella espressa dalla Cgil di Sondrio.

La posizione del sindaco di Milano

Il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha dichiarato la propria contrarietà alla presenza dell’ICE nel contesto urbano che ospiterà parte dei Giochi. Sebbene la sua dichiarazione si riferisca a Milano, solleva una questione di principio valida per tutti i territori olimpici, inclusa la provincia di Sondrio e le aree montane coinvolte nell’evento.

La dichiarazione del Partito Democratico

«La presenza dell’ICE è una scelta grave e inaccettabile ovunque – afferma Michele Iannotti, segretario provinciale del Partito Democratico di Sondrio – Non si tratta di fare confronti tra territori, ma di affermare che la sicurezza di un evento internazionale come le Olimpiadi deve essere garantita nel rispetto dei valori democratici, dei diritti fondamentali e della nostra Costituzione».

Alessandro Alfieri, senatore del Partito Democratico eletto nel collegio di Sondrio, interviene sulle competenze e i protocolli di sicurezza: «In Italia, la sicurezza delle delegazioni statunitensi è sempre stata gestita dall’US Secret Service e dal Diplomatic Security Service, in collaborazione con le forze italiane, tra cui il NOCS della Polizia di Stato. Non è chiaro quale competenza possa avere l’ICE, che si occupa del controllo delle frontiere e dell’immigrazione negli Stati Uniti».

«L’ICE non è compatibile con i valori delle nostre comunità e del nostro Paese – continua Alfieri – Non esiste una necessità operativa che giustifichi il coinvolgimento di questo corpo nelle misure di sicurezza delle Olimpiadi. L’ICE non deve essere presente in Italia per le Olimpiadi invernali di febbraio».

«Non abbiamo bisogno di corpi armati “speciali” – aggiunge Iannotti – che hanno dimostrato di operare al di fuori delle regole e delle garanzie democratiche, minando la fiducia delle comunità e il rispetto dei diritti fondamentali. La provincia di Sondrio e i territori montani coinvolti nei Giochi hanno sempre garantito sicurezza e accoglienza attraverso un modello basato sulla collaborazione istituzionale, il lavoro delle forze dell’ordine italiane, degli enti locali e delle comunità. Un approccio che funziona e non richiede l’introduzione di apparati estranei alla nostra cultura giuridica e democratica».

In conclusione, Alfieri e Iannotti affermano: «L’ICE non è un soggetto neutro. Rappresenta un’idea di sicurezza distante dai principi europei e italiani e dallo spirito olimpico. Se la sua presenza dovesse estendersi anche alla provincia di Sondrio, la nostra opposizione sarebbe totale. Non sono graditi».