Fino al 22 febbraio, il Mulino Salacrist ospita la mostra “That’s me” di Marco Grassi, un evento collaterale delle Olimpiadi Culturali. Questa esposizione, commissionata dall’assessore alla Cultura Paola Romerio Bonazzi, è una produzione Made in Bormio. Grassi, noto architetto milanese, ha guadagnato riconoscimenti anche a New York per i suoi ritratti femminili che combinano iperrealismo e surrealismo. Formatosi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, il suo stile è caratterizzato da dettagli meticolosi, texture floreali e volti simili a porcellana, esplorando la psiche umana e la fragilità.
Le opere in mostra
La mostra presenta circa trenta opere che colpiscono per la loro luce e i colori vibranti, tra cui verde, rosa, nero e oro. Le piccole opere includono cartoline d’epoca di Bormio, raffiguranti piazze, chiese e scorci di paesi limitrofi come le dighe di Cancano e i Bagni Nuovi. Le opere più grandi, invece, ritraggono volti di sciatori che incarnano lo spirito olimpico. La tecnica utilizzata è l’olio spatola con foglia d’oro, che definisce i soggetti. Grassi afferma: “Volevo fare una mostra a Bormio. Ciò che desidero trasmettere è l’amore per questa città, dove trascorro buona parte delle mie settimane e dove ho aperto uno studio. Le emozioni che i miei lavori rivelano sono molto personali; questa è la magia dell’arte, che riesce a mettere tutti sullo stesso piano, poiché ognuno comunica e contribuisce in un modo unico e non replicabile”. Grazie all’amico chef Giancarlo Morelli, un risotto sarà offerto a tutti i visitatori.