Bormio

Il sindaco Cavazzi sotto pressione per l’assemblea pubblica sull’Alute

I gruppi locali chiedono un incontro urgente per discutere della tangenzialina e delle sue implicazioni.

Il sindaco Cavazzi sotto pressione per l’assemblea pubblica sull’Alute

Nei giorni recenti, il Comitato Promotore Referendario a Tutela dell’Alute, insieme al Gruppo bormini per l’Alute, ha richiesto alla sindaca Silvia Cavazzi di convocare urgentemente un’assemblea pubblica aperta a cittadini, elettori e frequentatori della Magnifica Terra, per discutere della tangenzialina. Questa richiesta rappresenta l’apice di una serie di posizioni espresse da forze politiche e ambientaliste, non solo locali, come Italia Nostra Sondrio.

Massimiliano Greco e Antonio Muraca sottolineano che “la tangenzialina è classificata come area agricola sovraccomunale non edificabile, è un habitat vitale e un corridoio ecologico (RER). L’idea di realizzare un bypass al centro abitato è erronea; si tratterebbe di una bretella di penetrazione che porterebbe i veicoli direttamente nel cuore di Bormio. Questo progetto, che ha perso il proprio scopo dopo le Olimpiadi, azzererebbe la permeabilità del suolo, violando l’Articolo 9 della Costituzione e il PGT del giugno 2024. Alute, che significa Palude, funge da bacino di laminazione naturale per le piene del Frodolfo. I nostri antenati la preservavano come risorsa agricola e idraulica essenziale, un monito a non edificare dove l’acqua deve poter respirare. Chiediamo quindi che la Regione stralci definitivamente i 7 milioni di euro destinati al progetto e che il Comune tuteli l’identità, rispetti la Costituzione, la volontà popolare e il legame millenario con il territorio, rinunciando a un’iniziativa già bocciata dalla storia, dall’ecologia e dalla tecnica.”

In un contesto di crescente tensione, il partito nazionale Fratelli d’Italia ha recentemente chiesto le dimissioni della sindaca, in seguito a insulti rivolti al vicecoordinatore provinciale.

Il silenzio della sindaca

La sindaca rimane in silenzio. “Il silenzio è una precisa scelta politica per sottrarsi alle proprie responsabilità”, afferma Ludovica Canclini, presidente del Comitato. “Fino a questo momento, abbiamo dovuto constatare l’assoluto silenzio della sindaca, assente anche all’audizione del 30 aprile nella V Commissione Infrastrutture Opere Pubbliche del Consiglio di Regione Lombardia, nonostante la sua responsabilità nel decidere se abbandonare un progetto privo del supporto del territorio. Questo silenzio esprime un profondo disagio. Sottolineiamo l’interesse crescente per un’opera che potrebbe avere conseguenze pesanti su tutto il territorio dell’Alta Valle. Invitiamo Cavazzi a ricordare che il termine sindaco indica chi rappresenta una comunità e agisce insieme ad essa, prestando maggiore attenzione a chi non condivide i suoi obiettivi, che sono la maggioranza tra i suoi elettori. Non deve temere di modificare la propria posizione riguardo all’opera; un cambio di rotta aiuterebbe a ripristinare la serenità. In un recente incontro a Roma con Papa Leone XIV, ha dichiarato che a volte fare un passo indietro significa voler riflettere e crescere per il bene della comunità. Che questa possa essere la tanto attesa risposta?”