Critiche a Tirano

Franco Spada esprime dubbi sulle nuove scritte

L'ex sindaco contesta i loghi collocati all'ingresso della città, evidenziando rischi e inadeguatezze.

Franco Spada esprime dubbi sulle nuove scritte

L’ex sindaco Franco Spada ha espresso forti critiche riguardo alle nuove scritte posizionate all’ingresso di Tirano, in particolare a Madonna. Secondo Spada, rappresentare una città come Tirano non è semplicemente un esercizio grafico, ma implica il dovere di restituire la sua storia, identità e carattere. “Tirano è una città rinascimentale, fortificata, con un patrimonio culturale e religioso di grande valore. La sintesi visiva che la rappresenta dovrebbe evitare richiami che rischiano di semplificare la sua complessità”. Spada ha citato come esempio il logo a forma di palma, definendolo uno stereotipo per i turisti svizzeri, paragonabile a simboli come un chicco di neve o un vagone ferroviario. “Tirano ha molto di più da raccontare”.

Critiche alla collocazione

Inoltre, Spada ha sollevato preoccupazioni riguardo alla scelta della collocazione delle nuove scritte. La rotonda, assieme al filare alberato, costituiva un asse visivo chiaro verso la Basilica della Madonna di Tirano, un elemento di grande rilevanza urbana e paesaggistica. “Inserire un segno così prominente in quella posizione significa sovrapporsi a quella prospettiva, alterandone il senso. Con il suo nuovo logo turistico, Tirano rischia di ‘mangiare’ la Basilica”. Spada ha suggerito che, se fosse stata necessaria una scritta, sarebbe stato più appropriato utilizzare la frase ‘Qui Bene Avrai’, che richiama il valore spirituale e simbolico del luogo.

Rischi per la sicurezza

Un altro aspetto sollevato da Spada riguarda la sicurezza. “Elementi metallici rigidi e sagomati, taglienti, collocati al centro della carreggiata, possono rappresentare un rischio concreto in caso di perdita di controllo del veicolo, specialmente per chi viaggia su due ruote. È facile immaginare le conseguenze per un motociclista che scivola. I segni visibili sulla struttura suggeriscono che non si tratti di un’ipotesi remota”. Spada ha anche interrogato l’ANAS sul perché non sia stato valutato l’evidente rischio di pericolosità, così come la soprintendenza per i beni architettonici non abbia sollevato obiezioni su un’installazione in un’area vincolata. “Lo spazio pubblico è delicato: ogni intervento dovrebbe aggiungere valore, non competere con ciò che già esiste o creare rischi. Prima di introdurre nuovi simboli, è opportuno chiedersi se il luogo ne abbia davvero bisogno”.