Teglio

Critiche aspre sul ponte di San Giacomo da parte della minoranza

I consiglieri di opposizione contestano la gestione comunale dell'importante opera viaria non realizzata.

Critiche aspre sul ponte di San Giacomo da parte della minoranza

I consiglieri di minoranza Andrea Vir e Laura Branchi hanno sollevato interrogativi al sindaco riguardo al ponte di San Giacomo. “Il ponte di San Giacomo rappresenta un fallimento politico che grava sui cittadini. Nel 2023 avevamo richiesto che fosse RFI a realizzare sia il ponte sia la strada tra San Giacomo e Valgella. Tuttavia, il sindaco ha optato per la gestione comunale dell’opera, promettendo una riduzione del consumo di suolo e costi controllati”. Tuttavia, “oggi i fatti dimostrano il contrario: i costi del ponte sono aumentati, i fondi per la strada sono scomparsi, i tempi di realizzazione si sono allungati e la viabilità tra San Giacomo e Valgella rimane dissestata e sterrata. Nel frattempo, il passaggio a livello delle Stanghe continua a essere utilizzato dai mezzi agricoli per accedere alla statale 38, esponendo a rischi costanti agricoltori e automobilisti. In altri Comuni, grazie a RFI, i lavori sono quasi conclusi, mentre qui non sono nemmeno iniziati. Oggi il sindaco nega le proprie affermazioni precedenti, secondo cui RFI avrebbe realizzato anche la strada, ma i risultati parlano chiaro: si tratta di un grave danno economico e logistico per la comunità, in particolare per San Giacomo. La minoranza aveva avvertito: sei milioni potevano non bastare e i prezzi non sarebbero diminuiti. Il sindaco sosteneva il contrario. Avevamo ragione, e siamo stati ignorati. Ora ci chiediamo: chi si assumerà la responsabilità di questo fallimento? Quanti anni passeranno ancora senza una strada sicura? Con quali fondi si intende rimediare? Questa scelta errata sta costando caramente ai cittadini in termini di sicurezza, servizi e risorse pubbliche, e non può essere né ignorata né giustificata”. Questo il riassunto della lettera inviata dalla minoranza al Comune e direttamente al sindaco.

Lettera della minoranza

In essa sono evidenziati i punti salienti. “In relazione a quanto trattato nell’ultimo consiglio comunale del 22 dicembre 2025 riguardo al ponte di San Giacomo, riteniamo fondamentale richiamare l’attenzione su alcune dichiarazioni da lei fatte nei consigli comunali del 31/07/2023 e del 10/10/2023, oggi negate. Tali affermazioni risultano contraddette nell’ultimo consiglio, dove si afferma che RFI non avrebbe realizzato la strada, ma soltanto i raccordi del ponte: “Il Sindaco Ivan Filippini ribadisce che RFI avrebbe realizzato solo il ponte e non la strada di collegamento fino a Valgella”, verbale del 25/12/25. Questa inversione non è solo una contraddizione formale, ma comporta un danno economico e sociale concreto per la comunità, poiché i fondi originariamente destinati alla realizzazione della strada sono stati completamente assorbiti dal ponte, senza che l’opera di collegamento tra San Giacomo e Valgella sia stata portata a termine. Se l’intervento fosse stato affidato a RFI, la comunità avrebbe beneficiato sia del ponte sia di una strada percorribile, sicura e utilizzabile da tutti i cittadini. La decisione del Comune di gestire direttamente l’opera si è rivelata un errore strategico: la strada attuale resta dissestata e sterrata, privando i residenti di un’infrastruttura utile e pratica”. Inoltre, “le opere realizzate da RFI in altri Comuni sono ormai tutte concluse o in fase di completamento, mentre il ponte progettato dal Comune avrà ancora tempi molto lunghi, mantenendo la situazione di pericolo per gli agricoltori, che continuano a utilizzare il passaggio a livello delle Stanghe per accedere alla strada statale 38, e per le auto che transitano su questa arteria”. La minoranza aveva già messo in evidenza queste criticità, “anche sotto il profilo economico, sottolineando che i sei milioni stanziati non sarebbero stati sufficienti e che i prezzi non sarebbero diminuiti come previsto dal sindaco. Oggi questa previsione si è rivelata corretta, confermando quanto già espresso e rimasto inascoltato, con un danno economico diretto per la comunità e la perdita di un’opera importante sia per i residenti sia per i contadini che la utilizzano per lavoro”. Non solo. “È doveroso ricordare che non è la prima volta in cui il sindaco nega dichiarazioni precedentemente rilasciate. Tale atteggiamento, oltre a essere incoerente con il ruolo istituzionale, mina la fiducia dei cittadini e la trasparenza nelle comunicazioni ufficiali del Comune. Ribadiamo la necessità che l’amministrazione operi con coerenza e responsabilità, poiché ogni discrepanza tra quanto dichiarato e quanto realizzato genera un danno tangibile alla comunità e compromette irrimediabilmente la fiducia dei cittadini”. Infine, “Concludiamo ponendole queste domande: la viabilità attuale rimarrà invariata per quanti anni? Con quali fondi potrà essere realizzata la strada?”. Filippini risponderà la prossima settimana ai quesiti della minoranza.