Bormio

Chiusura dell’Hotel Piccolo Adda per violazione delle norme elettriche

Una storica dimora alpina, simbolo di accoglienza, costretta a fermarsi a causa di irregolarità.

Chiusura dell’Hotel Piccolo Adda per violazione delle norme elettriche

L’Hotel Piccolo Adda, storica dimora di Bormio, è stato forzatamente chiuso a causa di un’impianto elettrico non a norma. La decisione è stata presa in modo repentino, con l’apposizione di sigilli, e ha colto di sorpresa la proprietaria Vittorina, che gestisce l’hotel da 65 anni. La struttura, immersa nel verde alle porte del paese, ha dovuto affrontare una situazione difficile, in un contesto di massima prevenzione dopo l’incidente di Crans Montana.

La reazione di Vittorina

Vittorina, 80 anni, insieme al marito Piero e al cognato Luigi, ha espresso la sua amarezza per la chiusura. Pur comprendendo la necessità di sicurezza, ritiene che i controlli siano stati eccessivi, considerando che l’hotel dispone di solo nove camere, ben sotto la soglia dei 25 posti letto. Dopo aver investito in lavori di adeguamento, come l’installazione di estintori e la sistemazione degli impianti in cucina, si aspettava un trattamento diverso da parte delle autorità.

“Meritavo più rispetto, vista l’età, è un accanimento”, ha dichiarato, esprimendo la sua delusione. Vittorina, che ha dedicato la vita a questa attività, ha sottolineato che l’hotel è sempre stato un luogo accogliente, dove gli ospiti potevano sentirsi a casa, con porte aperte tutto l’anno e un menù scritto a mano ogni giorno.

La chiusura dell’hotel ha suscitato una profonda malinconia in Vittorina, che ha visto crescere intere generazioni di clienti. Nonostante ciò, invita tutti a visitarla, anche se non potranno più soggiornare nella sua storica struttura. La sua casa, arricchita da arredi d’epoca e opere d’arte, rimarrà una testimonianza di un’epoca passata e di un’accoglienza che ha segnato la storia di Bormio.

La affligge una profonda malinconia; nata qui, da Guido Ottaviani, toscano e Ada Clementi (alle pareti, i quadri da lei dipinti) che hanno scelto lo stile, il nome e costruito la struttura. Arredi antichi trasudano storia: divanetti, passamanerie, tappeti, specchi, lampadari, oggetti di legno tra cui una collezione di macinini da caffè, caminetti, salottini, taverna. E’ stata sempre la sua casa, e quella degli ospiti, luogo amichevole e altamente frequentato; porte aperte dalle ore 5, tutto l’anno; cibo buono, menù scritto a mano ogni giorno. Tanti passano a salutarla e farsi l’ultimo caffè.