La burocrazia

Bruciare cippato da legno lamellare è legale: il caso di Confartigianato Sondrio

Un'importante vittoria per un'impresa grazie all'intervento dell'associazione di categoria

Bruciare cippato da legno lamellare è legale: il caso di Confartigianato Sondrio

La burocrazia in Italia è un tema ampiamente noto, e il complesso di norme che regola il settore ambientale è emblematico della situazione. Ogni articolo del Testo Unico Ambientale è soggetto a interpretazioni multiple, spesso influenzate da interessi divergenti.

Una battaglia vincente

Nonostante le difficoltà, le associazioni di categoria a volte ottengono risultati significativi. È il caso di Confartigianato Imprese Sondrio, che ha difeso una falegnameria in un contesto normativo complicato. Per comprendere la situazione, è necessario riferirsi al DM 90 del 8 maggio 2023, pubblicato in Gazzetta Ufficiale a luglio e in vigore dal 1° agosto.

Questo decreto, lungi dall’essere una delle tante leggi passate senza attenzione, è il frutto di una battaglia iniziata nel 2013 a Trento, grazie all’iniziativa della Confartigianato trentina, e proseguita a livello nazionale per ottenere la pubblicazione del DM 90.

Finalmente, dopo un decennio, il legislatore ha stabilito che bruciare cippato da legno lamellare non costituisce un reato, a condizione che il materiale sia prodotto nel luogo di utilizzo e rispetti specifici requisiti (tipologie di collanti, trattamenti, residui). Dal 1° agosto 2023, il cippato da legno lamellare che soddisfa i requisiti del DM 90 è classificato da rifiuto speciale a combustibile legale. Ciò consente alle aziende produttrici di utilizzare i propri scarti per il riscaldamento dei locali di lavoro e abitativi.

Tuttavia, nel 2025, una falegnameria associata a Confartigianato Sondrio, con sede legale al di fuori della provincia, ha ricevuto un verbale e una sanzione per l’uso di cippato da legno lamellare.

L’azienda, colpita da questa contestazione, si è rivolta a Confartigianato Sondrio, che aveva precedentemente sottolineato l’importanza del DM 90. L’associazione ha gestito il caso e ha supportato l’impresa nel suo percorso amministrativo. Dopo alcuni mesi, l’ente pubblico ha riconosciuto l’errore, revocando il verbale con una comunicazione ufficiale che ha riconosciuto la portata innovativa del DM 90.

Questa esperienza, sebbene positiva, ha comportato un notevole dispendio di energie e risorse per l’impresa e l’associazione.

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