Un nuovo avvistamento

Tre lupi avvistati sulla Statale 36

Incidente tra Chiavenna e San Giacomo Filippo

Tre lupi avvistati sulla Statale 36

Dopo un recente avvistamento di un lupo vicino alle abitazioni, altri tre esemplari sono stati filmati mentre correvano lungo la Statale 36, nel tratto che collega Chiavenna a San Giacomo Filippo. L’episodio si è verificato nella notte tra lunedì 26 e martedì 27 gennaio 2026.

L’incontro ravvicinato

Un automobilista in transito ha avuto la fortuna di trovarseli di fronte e ha registrato il momento con il suo smartphone.

Solo la settimana scorsa, un evento simile era accaduto a Campodolcino, sempre nella zona di Valchiavenna e Valle Spluga, dove si sono registrati episodi analoghi e predazioni.

Questa situazione ha suscitato la reazione dell’associazione Tutela Rurale, il cui portavoce provinciale, Mario Pighetti, ha espresso preoccupazione riguardo alla comunicazione del problema del lupo.

“C’è qualcosa di profondamente malsano nel modo in cui l’informazione affronta la questione lupo in Provincia e, in generale, quando si parla di fauna e biodiversità”, ha dichiarato. “Non si informa più, ma si cerca di imporre una narrazione che ignora l’evidenza: non stiamo trattando con peluches, ma con animali che causano danni significativi all’agricoltura, alterando irreversibilmente lo stato di un territorio che ha tanto dato per l’esistenza dell’uomo. È possibile affermare che la gestione della fauna selvatica sia sproporzionata, irragionevole e lesiva dei diritti fondamentali di chi vive e lavora nelle aree montane?”

Inoltre, Pighetti ha sottolineato: “La normativa che definisce la fauna selvatica patrimonio dello Stato mortifica il diritto di proprietà privata, permettendo che terreni, allevamenti e coltivazioni vengano danneggiati senza adeguate misure di protezione per i legittimi proprietari, giustificando tutto con risarcimenti inadeguati. Se il vantaggio della tutela faunistica è distribuito sull’intera collettività, agli agricoltori rimangono tutte le problematiche causate dalla presenza di questi animali, e questa discriminazione penalizza chi vive in aree interne e marginali, contribuendo al loro abbandono. È paradossale che si parli sempre di principi costituzionali, anche quando questi portano allo spopolamento e a ingenti danni per coloro che fanno enormi sacrifici”.
Conclude affermando: “La solidarietà è per il lupo investito, non per l’allevatore che ha subito danni al bestiame. Si dice che ci siano indennizzi, ma in realtà sono solo parole, quasi una elemosina”.

Pighetti ha concluso: “Evitiamo di parlare di recinzioni o cani da guardia. Se devo allevare con la prospettiva di predazioni, non posso che rinunciare. In questa gogna mediatica non siamo soli; penso anche ai cacciatori, che vengono derisi e trasformati in mostri. Si dimentica che la caccia è cultura, e il vero cacciatore rispetta la natura, vive e protegge la sua terra. Conosce il ciclo della vita del selvatico e la sua vulnerabilità nel contesto territoriale, e per questo merita rispetto e un ruolo attivo nello sviluppo della biodiversità, che oggi è in mano a troppi venditori di illusioni che sperperano ingenti somme di denaro”.