Tre realtà lombarde sono state premiate quest’anno da Legambiente durante il Summit delle Bandiere Verdi. Tra queste, il Comune di Chiuro ha ricevuto il riconoscimento per il suo impegno nella protezione della delicata stagione degli amori dei cervi, riducendo il disturbo umano in un periodo sempre più soggetto a pressioni turistiche.
Altre realtà premiate
Le altre due Bandiere Verdi sono state conferite alla Cooperativa sociale iLvB di San Pellegrino Terme (BG), per il suo impegno nell’inserimento lavorativo di persone con fragilità, e al Resinelli Tourism Lab, attivo dal 2020 ai Piani Resinelli (LC), che promuove una progettazione turistica sostenibile in una delle località più affollate del lecchese.
Da notare che in Lombardia non è stata assegnata alcuna Bandiera Nera, simbolo del mancato rispetto per il territorio.
I commenti degli esperti
“La Lombardia è sempre stata presente tra le realtà premiate dal summit negli ultimi dieci anni”, ha dichiarato Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. “Questo è dovuto al profondo legame con l’ambiente montano, che stimola innovazione e valorizzazione dei territori. Dove si presta attenzione all’ambiente e al sociale, si tutela il futuro delle comunità, superando un modello di sviluppo puramente commerciale e coinvolgendo tutti gli attori interessati.”
“Le Bandiere Verdi di Legambiente evidenziano il fermento e la voglia di agire di molte realtà montane”, ha aggiunto Vanessa Pallucchi, vicepresidente nazionale di Legambiente. “Tuttavia, è fondamentale che questi territori non siano lasciati soli, ma supportati da politiche mirate e investimenti per affrontare la crescente vulnerabilità causata dalla crisi climatica. È essenziale sostenere le comunità e i giovani che scelgono di ritornare nei piccoli comuni montani, contribuendo con il loro impegno quotidiano al valore sociale, culturale e ambientale.”
“Le Bandiere Verdi e Nere 2026 rappresentano visioni opposte di sviluppo per la montagna,” ha affermato Vanda Bonardo, responsabile Alpi di Legambiente. “Da un lato ci sono comunità che creano valore attraverso la cura dei luoghi e la tutela degli ecosistemi. Dall’altro, persistono modelli intensivi basati su grandi opere e sfruttamento delle risorse. Questo evento intende dimostrare che lo sviluppo montano non può essere valutato solo attraverso il PIL, ma deve considerare anche la coesione sociale e la qualità ambientale. Le oltre 300 esperienze premiate finora dimostrano che esiste una montagna in grado di costruire un futuro sostenibile e di rafforzare il legame tra territori alpini e città.”