La montagna in Valtellina e Valchiavenna si conferma un’area di grande intervento per il Soccorso alpino e speleologico. Nel 2025, la VII Delegazione Valtellina-Valchiavenna ha effettuato 336 interventi, un notevole aumento rispetto ai 250 dell’anno precedente, in continuità con il trend di crescita degli ultimi anni. Le persone soccorse sono state 370, mentre 19 hanno perso la vita. Si sono registrate anche 31 operazioni di ricerca di persone disperse, un chiaro segnale di una frequentazione sempre più intensa, spesso imprudente, del territorio montano.
Questo quadro locale si inserisce in un contesto regionale significativo. In Lombardia, nel 2025, gli interventi del CNSAS Lombardo hanno raggiunto 1.490, rispetto ai 1.259 del 2024, con 1.986 persone soccorse. Un incremento che evidenzia la crescente pressione sulle squadre di soccorso.
Focalizzazione sugli interventi: Valtellina e Valchiavenna
Analizzando i dati territoriali, gli interventi della Delegazione VII si sono concentrati principalmente nelle stazioni di Valmalenco e Valmasino (52 interventi ciascuna), seguite da Morbegno (47), Bormio (36), Livigno (35), Sondrio (32) e Valfurva (31). Questi numeri riflettono l’attrattività di queste valli per escursionisti, alpinisti e turisti durante tutto l’anno.
Le principali cause degli incidenti sono legate a comportamenti e scelte evitabili, tra cui:
- caduta, inciampo o scivolata sul posto (50 casi),
- ritardo lungo l’itinerario (37),
- condizione fisica o psicofisica inadeguata (37),
- caduta dall’alto in scarpata o precipizio (29).
Fattori ambientali come pioggia, nebbia o oscurità incidono meno rispetto alla preparazione e alla pianificazione degli itinerari.
Per quanto riguarda le attività coinvolte, l’escursionismo è la principale causa di intervento, con 155 persone soccorse, seguito dalla raccolta di funghi e dallo sci alpinismo (27 casi ciascuno). Sono stati segnalati anche interventi per trekking, MTB ed e-bike, alpinismo e sport invernali, evidenziando la varietà di pratiche sulle montagne di Valtellina e Valchiavenna.
Il ruolo fondamentale dei soccorritori
Nel 2025, la Delegazione VII ha impiegato 1.525 soccorritori, che hanno garantito 5.120 ore uomo di servizio distribuite su 939 giornate. Questo impegno ha visto anche la partecipazione di medici e infermieri altamente specializzati, formati per operare in ambienti difficili.
A livello regionale, l’attività complessiva ha coinvolto 8.930 soccorritori, per quasi 30.000 ore uomo, sottolineando il valore del volontariato qualificato che supporta il sistema di emergenza in montagna, in stretto coordinamento con AREU, elisoccorso e numero unico 112.
Importanza della prevenzione
“L’aumento degli interventi, costante nel tempo, porta a un carico operativo sempre più significativo”, afferma Gianluca Crotta, vicepresidente del CNSAS Lombardo. L’analisi mette in evidenza il peso dell’impreparazione, dell’attrezzatura inadeguata e della scarsa pianificazione, spesso amplificati dall’emulazione di immagini e racconti sui social che banalizzano percorsi complessi.
Questo messaggio è particolarmente rilevante per aree come Valtellina e Valchiavenna, dove l’ambiente può cambiare rapidamente e richiede competenze specifiche. In quest’ottica si inserisce la Giornata nazionale “Sicuri in montagna d’inverno”, programmata per domenica 18 gennaio, promossa da CNSAS e CAI, per sensibilizzare escursionisti e appassionati sull’importanza della prevenzione.
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