Tirano

La Casa Comunale di San Romerio onora Padre Camillo De Piaz

Grazie all'impegno di Padre Camillo e dei suoi sostenitori, negli anni Settanta la chiesa e la canonica furono salvate dall'abbandono.

La Casa Comunale di San Romerio onora Padre Camillo De Piaz

Domenica scorsa, la Casa Comunale di San Romerio è stata dedicata a Padre Camillo De Piaz, figura di spicco nella vita culturale, civile e spirituale della nostra comunità. Il sindaco Stefania Stoppani, intervenuta per l’occasione, ha affermato: “Oggi celebriamo un momento di grande significato per Tirano. L’inaugurazione di questo spazio, emblematico per la sua storia e i valori che rappresenta, restituisce alla comunità un luogo di memoria, dialogo e cultura, idealmente affidato a uno dei più illustri esponenti del Novecento.”

Padre Camillo, nato il 24 febbraio 1918 a Madonna di Tirano da una famiglia operaia, intraprese giovanissimo il cammino religioso nell’Ordine dei Servi di Maria. Qui conobbe Padre David Maria Turoldo, suo amico per tutta la vita. Negli anni di formazione, tra Vicenza, Venezia e Roma, dimostrò una straordinaria libertà di pensiero e una passione per la conoscenza. Ordinato sacerdote nel 1941, maturò durante la Seconda Guerra Mondiale la convinzione che la fede dovesse tradursi in responsabilità verso gli altri. Dopo l’8 settembre 1943, partecipò attivamente alla Resistenza, contribuendo all’antifascismo milanese e assistendo le famiglie dei perseguitati politici.

Un impegno culturale e sociale

Nel dopoguerra, Padre Camillo si distinse per il suo impegno nella cultura e nella spiritualità. Attraverso la Corsia dei Servi, trasformò la chiesa in un luogo di confronto e dialogo con il mondo della cultura, della società e del lavoro. La sua rete di amicizie includeva intellettuali, scrittori e filosofi che hanno segnato la storia italiana del Novecento. Quando nel 1957 fu costretto a lasciare Milano, tornò tra i suoi monti, a Tirano e in Valtellina, dove continuò la sua azione culturale e civile.

Partecipò alla fondazione del Centro di Iniziativa Giovanile, contribuì alla nascita del Museo Etnografico Tiranese e sostenne numerose iniziative sociali e culturali. Padre Camillo fu particolarmente legato a San Romerio, dove, grazie al suo impegno e a quello di molti amici, negli anni Settanta la chiesa e la canonica dell’antico xenodochio furono recuperate e restituite alla loro funzione originaria. Qui, cercava di realizzare un ideale che lo accompagnò per tutta la vita: creare uno spazio di incontro tra persone diverse per cultura e convinzioni.

Il Comune di Tirano ha scelto di dedicargli questa casa non solo come omaggio alla sua memoria, ma per far vivere il suo messaggio. L’obiettivo è che San Romerio diventi un laboratorio di idee, un punto di incontro tra popoli e culture, aperto alla riflessione e al dialogo. La sua posizione, tra Valtellina e Val Poschiavo, lo rende un naturale spazio per il dialogo internazionale. Si intende valorizzarlo come sede di incontri culturali, seminari e convegni, attirando studiosi e cittadini da diverse realtà europee. Padre Camillo ci ha insegnato che la cultura è uno strumento di crescita collettiva e che la libertà e la dignità umana devono essere costantemente difese. A sedici anni dalla sua scomparsa, il modo migliore per ricordarlo è proseguire il suo cammino, mantenendo San Romerio come un luogo di accoglienza e dialogo. Con questo spirito, inauguriamo oggi questa Casa Comunale.