I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Sondrio hanno eseguito un’importante operazione contro la pirateria informatica, coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Sondrio, dottor Daniele Carli Ballola. Questo intervento ha previsto l’emanazione di un’ordinanza di misura cautelare e cinque decreti di perquisizione e sequestro nelle province di Sondrio e Monza Brianza.
Operazione “Sempre sul pezzo”
Denominata “Sempre sul pezzo”, l’operazione ha visto i militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Chiavenna, coadiuvati da esperti di Computer Forensics, identificare cinque individui coinvolti in un’attività organizzata di vendita al dettaglio di dispositivi di decodificazione. Questi dispositivi consentivano l’accesso a servizi televisivi criptati, come film, serie TV e eventi sportivi, a pagamento, a un numero crescente di clienti, attualmente stimato in almeno 115, i quali pagavano un canone ai membri del gruppo anziché ai fornitori autorizzati come Sky, Dazn, Netflix, Amazon Prime, Mediaset Infinity e Disney Plus.
Il Modus Operandi dell’organizzazione
Il leader dell’organizzazione acquistava regolarmente, da un fornitore di alto livello, il software “Warzone XC IPTV”, che permetteva l’accesso a servizi televisivi in diretta e on demand a livello globale. Questo software veniva poi installato su dispositivi chiamati “Amazon fire stick”, che venivano ceduti ai clienti insieme alle credenziali per accedere a profili personalizzati.
Attualmente, quattro persone sono state denunciate a piede libero, mentre una ha ricevuto una misura cautelare personale per associazione a delinquere finalizzata alla pirateria e alla violazione del diritto d’autore, secondo quanto previsto dalla Legge n. 633/1941 e dall’art. 416 c.p.
Rischi e sanzioni per gli utenti finali
La Guardia di Finanza avverte che l’uso di software pirata non solo danneggia l’economia legale e l’industria del cinema e dello sport, con perdite stimate in centinaia di migliaia di euro, ma espone anche gli utenti a seri rischi. I clienti, identificabili tramite il tracciamento degli indirizzi IP e dei pagamenti (spesso effettuati con carte prepagate), possono affrontare sanzioni amministrative che variano da un minimo di 154 euro fino a 5.000 euro in caso di recidiva, oltre alla possibilità di essere accusati di ricettazione.
L’operazione della Guardia di Finanza si inserisce in un contesto più ampio di tutela del mercato dei beni e dei servizi, con l’obiettivo di proteggere le imprese che operano nel rispetto delle norme e del diritto d’autore.