I recenti rincari energetici e l’aumento dei costi di produzione dovuti alla guerra in Iran pongono serie difficoltà alle aziende agricole della provincia di Sondrio. In particolare, l’agricoltura di montagna, operante in condizioni già svantaggiate rispetto alle aree di pianura, rischia di essere colpita in modo grave. Coldiretti Sondrio, basandosi sulle analisi del Centro Studi Divulga, riporta che questi costi aggiuntivi potrebbero arrivare fino a 3600 euro ad azienda in soli due mesi.
Aumenti dei costi nella produzione agricola
“In un territorio montano come il nostro, ogni incremento dei costi ha un impatto ancora maggiore”, afferma Sandro Bambini, presidente di Coldiretti Sondrio. “Gli allevamenti della Valtellina e della Valchiavenna, che giocano un ruolo cruciale nella manutenzione del territorio e nella tutela del paesaggio, si trovano ora a fronteggiare rincari che colpiscono carburanti, energia, fertilizzanti e alimentazione animale”.
Il prezzo del gasolio agricolo, dopo una temporanea diminuzione, ha ripreso a salire, raggiungendo 1,42 euro al litro, rispetto agli 0,85 euro di inizio anno. Questo aumento incide significativamente sulle attività quotidiane delle aziende agricole di montagna, dove mezzi e attrezzature sono essenziali non solo per le lavorazioni nei campi, ma anche per la gestione delle stalle, il trasporto dei foraggi e la movimentazione di materiali in territori spesso difficili da raggiungere.
“È fondamentale per la Valtellina puntare sempre di più sull’autonomia e sull’economia circolare agricola”, aggiunge Bambini.
Coldiretti Sondrio richiama inoltre l’attenzione sull’importanza di incentivare soluzioni sostenibili per il controllo delle infestanti, promuovendo l’uso di strumenti naturali e biodegradabili che possano ridurre l’impatto ambientale, tutelando così la biodiversità e la qualità delle produzioni.
“La montagna agricola valtellinese e chiavennasca – conclude Bambini – non si limita a produrre cibo di qualità, ma contribuisce anche all’equilibrio ambientale, alla cura del paesaggio e alla sicurezza del territorio. Difendere le nostre aziende significa proteggere un intero sistema economico e sociale che sostiene la vitalità della montagna”.