Aprica

A vent’anni dall’impresa di Alex Bellini, l’attraversata dell’Atlantico torna in “Rotta”

Il documentario sull'esploratore di Aprica debutterà in anteprima al 74esimo Trento Film Festival il 28 aprile.

A vent’anni dall’impresa di Alex Bellini, l’attraversata dell’Atlantico torna in “Rotta”

Nel 2006, una barca a remi ha intrapreso un viaggio straordinario, impiegando 227 giorni e coprendo oltre 11 mila chilometri, da Genova a Fortaleza, in Brasile. A guidarla c’era Alex Bellini, originario di Aprica, noto esploratore e divulgatore ambientale in Italia. A distanza di vent’anni, l’esperienza è rivissuta nel documentario “Rotta”, realizzato da Bellini in collaborazione con il regista milanese Francesco Clerici. Il film, che utilizza riprese originali in miniDV e un’interpretazione innovativa tramite l’Intelligenza Artificiale, sarà presentato in anteprima assoluta al 74esimo Trento Film Festival, il 28 aprile, al Cinema Modena alle 18.45. La produzione è a cura di 5th Element, con il supporto di Apf Valtellina e distribuito da Nieminen Film.

Libro

Il viaggio di Bellini è raccontato anche nel libro “Mi chiamavano montanaro”, pubblicato nel 2007 e ora riedito da Sonzogno con il titolo “Pensa se non ci avessi provato”. L’impresa non è stata semplice: dopo due tentativi falliti, uno dei quali ha portato a un naufragio sull’isola di Formentera, Bellini ha raggiunto il suo obiettivo al terzo tentativo. Durante la traversata, ha affrontato profondi momenti di crisi interiore, cinque giorni di digiuno e una costante condizione di rischio e isolamento. L’arrivo sulle coste brasiliane, inaspettato, ha segnato il completamento di un’avventura estrema mai tentata prima. Il documentario rilegge questa esperienza attraverso le riprese originali, affiancate da un’analisi contemporanea tramite l’intelligenza artificiale, che esplora le motivazioni che spingono una persona a spingersi così lontano nella ricerca di conoscenza. “Ci sono avventure che lasciano il segno, creando spartiacque nella vita di chi le vive”, ha dichiarato Bellini. “Il viaggio raccontato non fa eccezione: nei mesi trascorsi in mezzo all’oceano, ho iniziato a vedere con maggiore chiarezza dettagli che nella mia vita sulla terraferma rimanevano spesso sfocati”.