Il Partito Democratico interviene dopo l’aggressione
Il Partito Democratico di Sondrio esprime una ferma condanna nei confronti della grave aggressione avvenuta nel pomeriggio di venerdì 3 aprile 2026, in pieno centro città, ai danni di due donne.
«Vogliamo innanzitutto manifestare la nostra vicinanza e solidarietà alla vittima, augurandole una pronta ripresa. Estendiamo la stessa solidarietà anche all’altra donna che è intervenuta ed è stata aggredita», ha dichiarato il segretario provinciale, Michele Iannotti. «Condanniamo con fermezza questo gesto vile e inaccettabile e ringraziamo le forze dell’ordine per il tempestivo intervento che ha portato all’arresto dell’aggressore».
Il PD mette in evidenza che episodi di questa natura non possono essere affrontati con approcci superficiali o strumentali. «La sicurezza è un tema complesso», ha proseguito Pierluigi Morelli, responsabile sicurezza del PD provinciale, «che non si risolve alimentando paure o cercando facili capri espiatori. Serve un lavoro serio e continuo di prevenzione, una presenza costante dello Stato e un coordinamento tra le istituzioni».
Inoltre, il Partito Democratico ricorda che un episodio simile si era già verificato nell’ottobre 2025. «È evidente che il sistema di prevenzione non ha funzionato adeguatamente», ha osservato il segretario dem. «Dopo quell’incidente, avevamo chiesto una riflessione seria e condivisa, che purtroppo non c’è stata. Ridurre tutto a un episodio isolato o adottare provvedimenti “ad effetto”, come il dimezzamento delle presenze nel Centro di Accoglienza Straordinaria di Colorina, non risolve il problema». Secondo quanto riportato dalla stampa, l’aggressore era già noto ai servizi sociali. «Questo dimostra ancora una volta che servono strumenti reali di prevenzione e un coordinamento strutturato tra tutte le istituzioni coinvolte, non interventi episodici o scelte dettate dall’emergenza».
Il PD sottolinea l’importanza di rafforzare concretamente gli strumenti di prevenzione e di presidio del territorio. «Occorre investire sulla sicurezza reale», ha aggiunto Morelli, «che significa aumentare la presenza dello Stato, potenziare i servizi e prestare maggiore attenzione ai contesti sociali, integrando sicurezza, politiche sociali, educative e sanitarie».
Dal punto di vista politico, il giudizio diventa netto: «Da anni il Governo alimenta una narrazione basata sulla paura e sulla propaganda, utilizzando il tema della sicurezza per raccogliere consenso senza affrontare davvero i problemi», ha continuato Iannotti. «Si parla di “tolleranza zero”, ma nella realtà si tagliano risorse, si indeboliscono i presidi territoriali e si lasciano soli i territori, specialmente quelli montani».
Il Partito Democratico osserva che non è sufficiente richiamare dati statistici per descrivere Sondrio come una città sicura: episodi come questo richiedono una riflessione seria e interventi concreti. Pertanto, il PD chiede a chi ha la responsabilità della sicurezza di mettere in campo politiche integrate e risorse economiche adeguate: potenziamento dei presidi, interventi sociali ed educativi, politiche abitative, inclusione e integrazione, insieme a un contrasto efficace alla criminalità.
«È necessaria una collaborazione reale tra enti locali e autorità preposte all’ordine pubblico», concludono Iannotti e Morelli, «per costruire risposte concrete a tutela della sicurezza, della legalità e della coesione sociale. La sicurezza non si garantisce spaventando i cittadini, ma con la presenza dello Stato, la prevenzione e il sostegno ai territori. Governo e Regione devono smettere di fare propaganda e assumersi le proprie responsabilità: anche il nostro territorio ha diritto a sicurezza, risorse e risposte concrete».