A Bormio, la Pasqua segna l’inizio di una delle tradizioni più profonde della comunità: i Pasquali. Da oltre 400 anni, questa manifestazione che fonde fede, artigianato, creatività e identità culturale coinvolge il paese e i suoi visitatori. Per settimane, bambini, giovani e anziani collaborano nella preparazione delle proprie opere, in attesa della mattina di Pasqua. Dalle prime ore del giorno, i partecipanti, vestiti con costumi tipici e accompagnati dai loro animali, sfilano per le vie del centro storico, trasformando Bormio in un grande racconto collettivo di tradizione e folklore.
Le portantine dei Pasquali
I Pasquali sono portantine a tema religioso, opere artigianali realizzate durante l’inverno dai cinque Reparti (quartieri) del paese: Buglio, Combo, Dossiglio, Dossorovina e Maggiore. Sotto la supervisione di un capo, i gruppi di ragazzi, noti come pasqualisti, progettano e costruiscono le loro opere, curando ogni aspetto: dall’idea al messaggio religioso, fino alla lavorazione artistica e alla struttura in legno. Durante le settimane di preparazione, il segreto è fondamentale: nulla viene rivelato prima del giorno della sfilata, per cui il titolo ambito di miglior Pasquale diventa motivo di orgoglio per tutto l’anno. Il 5 aprile, la giornata inizia presto. I costumi tradizionali, preparati e stirati con attenzione, devono essere impeccabili. Anche i cavalli, gli asinelli e gli agnellini che partecipano alla sfilata vengono decorati per l’occasione. Alle ore 10.00, la parata ha inizio: dalla via Al Forte, passando per via San Vitale e via Roma, fino a piazza Cavour/Kuerc, nel cuore del paese. Ad aprire il corteo è la banda, seguita dalle carrozze trainate dai cavalli. A seguire, divisi per Reparto, sfilano donne, anziani e bambini con fiori e piccoli manufatti artigianali, precedendo i Pasquali portati a spalla dai ragazzi.