I proprietari di baite, tra cui Umberto Pavesi, Luciano Pavesi, Alessandro Todesco, Giovanni Ballabio e Arnaldo Vitali, hanno formato un nuovo comitato per richiedere maggiore attenzione sulla Riserva di Pian di Gembro. Dopo aver inviato una lettera al sindaco di Villa, Franco Marantelli Colombin, senza ricevere risposta, si sono rivolti direttamente alla Regione Lombardia, nello Sportello per la provincia di Sondrio, responsabile della gestione della Riserva. Nella loro missiva, il comitato sottolinea: “Desideriamo segnalare una problematica relativa alla gestione urbanistica, in particolare la mancata raccolta dei rifiuti urbani nel SIC di Pian di Gembro. In calce, vi alleghiamo la richiesta inviata al sindaco del Comune di Villa di Tirano, che gestisce i servizi, e un articolo di un settimanale locale che evidenzia la questione irrisolta.
Richiesta di intervento
Il comitato prosegue: “Non abbiamo ricevuto alcuna risposta dal sindaco e vi chiediamo di intervenire per risolvere la questione, in qualità di responsabile del Sito di interesse Comunitario Pian di Gembro codice ZSC: IT2040025, istituito dalla Regione Lombardia nel 1997. È inaccettabile che in un sito di interesse comunitario urbanizzato non venga effettuata la raccolta differenziata dei rifiuti per i residenti. Inoltre, dobbiamo segnalare la mancanza di manutenzione periodica della strada che attraversa la valle e che è l’unico accesso per le abitazioni, la via Solferino. Attendiamo un vostro cortese riscontro.” Infine, il comitato richiede: “Qualora non siate il riferimento corretto in Regione Lombardia, vi chiediamo di indicarci un altro contatto per inoltrare questa richiesta.” Con l’arrivo della bella stagione, i proprietari di Pian Gembro sperano di non dover affrontare nuovamente i problemi di una strada dissestata e della raccolta dei rifiuti. Si attende di vedere se questa annosa questione verrà finalmente affrontata, considerando che la strada dovrebbe essere percorribile tutto l’anno e completamente pulita, soprattutto nella parte alta, dato che non esiste più il vincolo della pista da fondo, ormai abbandonata. In caso contrario, i proprietari delle zone alte continueranno a trovarsi con le case irraggiungibili per almeno sei mesi l’anno.