Il convento di Sant’Antonio ha ospitato un evento significativo l’8 e 9 marzo, dove l’artista Stefania Gobbetti, parte dell’associazione “èValtellina – Forme Luci Ombre”, ha curato una mostra collettiva accompagnata da momenti performativi e iniziative artistiche.
Un percorso di celebrazione
Questa manifestazione, in assoluto unica nel suo genere, ha unito arte, spiritualità e riflessione, dedicandosi alla celebrazione del femminino come energia universale presente in ogni individuo, al di là della dimensione fisica.
I partecipanti hanno potuto immergersi in un’esperienza che ha incoraggiato il ritorno al proprio ritmo interiore, evidenziando l’importanza dell’accoglienza, dell’ascolto e della sospensione del giudizio. Il messaggio centrale ha riguardato la trasformazione della vulnerabilità in forza per affrontare e superare le sfide personali nel corso della vita.
Il tema del coraggio e della ricomposizione interiore ha permeato l’intera iniziativa, invitando a ricostruire i frammenti di sé che possono essersi frantumati nel tempo, riscoprendo consapevolezza e valore personale. Questo processo è stato descritto come collettivo, supportato da un’energia che unisce le persone.
Tra i simboli evocati nel percorso artistico, la figura di Iside ha rappresentato non solo un mito della tradizione antica, ma anche un simbolo di forza, perseveranza e cura, qualità fondamentali nei momenti di smarrimento.
La risposta del pubblico è stata entusiasta: molti visitatori hanno partecipato attivamente alle attività e alle performance che hanno arricchito l’esposizione.
Per rivivere i momenti salienti dell’iniziativa, l’intero evento è accessibile online sui canali social della pagina “Progetto Intesa Morbegno”.