Secondo le analisi di Arpa Lombardia, l’inverno 2025/2026 si è posizionato al terzo posto tra i più caldi degli ultimi 35 anni, dopo il 2023/2024 e il 2019/2020. La stagione, che comprende i mesi di dicembre 2025, gennaio e febbraio 2026, ha registrato temperature superiori alla media. La quantità di precipitazioni, invece, si è mantenuta complessivamente nella norma. I dati provengono da 13 stazioni idro-nivo-meteorologiche gestite dal Centro Regionale Idrometeo e Clima di Arpa Lombardia, distribuite su tutto il territorio regionale.
Dettagli sulle temperature
Le rilevazioni hanno evidenziato una differenza di temperatura media di +2,1 °C rispetto al periodo 1991-2020, collocandosi così dietro agli inverni 2019/2020 (+2,4 °C) e 2023/2024 (+2,9 °C). I mesi di dicembre (+2,9 °C) e febbraio (+3,1 °C) sono stati i più caldi, mentre gennaio ha registrato un valore vicino alla media (+0,2 °C).
Le temperature più basse sono state misurate tra il 7 e l’8 gennaio, con la minima record di -10,5 °C a Clusone (BG) l’8 gennaio e -8,7 °C a Sondrio il 7 gennaio. Al contrario, l’ultima settimana di febbraio ha visto picchi di temperatura massima di +21,3 °C a Castello d’Agogna (PV) e +22,5 °C a Sondrio, entrambi registrati il 24 febbraio. Anche Milano ha vissuto la giornata più fredda l’8 gennaio, con -2,4 °C a Milano Brera, mentre il giorno più caldo è stato il 20 febbraio, con +18 °C.
Precipitazioni e condizioni climatiche
I pluviometri di Arpa Lombardia hanno rilevato precipitazioni complessive in linea con la media climatica, registrando una differenza del -2%. Tuttavia, si sono evidenziate differenze significative tra i mesi: dicembre ha visto una diminuzione del 31% e gennaio del 17% nelle precipitazioni, mentre febbraio ha registrato un aumento del 45% rispetto alla media.
Nevicate nel corso dell’inverno
Per quanto riguarda le nevicate, a dicembre gli eventi più significativi si sono verificati il 16, con limiti di accumulo tra 1.200 e 1.600 metri, e tra il 24 e il 25 dicembre, interessando le Alpi e le Prealpi fino a 600–1.200 metri. A gennaio, le nevicate più consistenti sono avvenute tra il 24 e il 25, con fiocchi scesi inizialmente fino a 300 metri, mentre un altro episodio è stato registrato il 28 con limite attorno ai 700 metri. In febbraio, le nevicate più diffuse si sono verificate il 13 e 14, con limite sui 1.000 metri, mentre il 19 le temperature più basse hanno consentito alla neve di scendere fino ai 200–400 metri nel fondovalle valtellinese.
Anche le località olimpiche hanno visto diverse nevicate nel mese di febbraio. Durante il periodo delle gare, tra il 6 e il 22 febbraio, Livigno (1850 metri s.l.m.) ha accumulato circa 35 cm di neve fresca, mentre sulla famosa pista “Stelvio” di Bormio, a 2000 metri s.l.m., gli accumuli hanno raggiunto i 30 cm.