Negli ultimi giorni ha suscitato dibattito la possibile presenza degli agenti ICE statunitensi alle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, con la possibilità di operare anche in Valtellina, in particolare a Bormio e Livigno. Questi agenti, già al centro di polemiche in seguito ai fatti di Minneapolis, hanno sollevato preoccupazioni e interrogativi, portando la Cgil di Sondrio a esprimere una ferma opposizione.
Cgil contro la presenza degli agenti ICE
In un documento diffuso oggi, la Cgil di Sondrio ha dichiarato: “La CGIL di Sondrio è contraria alla presenza di membri dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) nella delegazione diplomatica statunitense durante le Olimpiadi. Da giorni riceviamo notizie confuse e contraddittorie riguardo alla partecipazione di questo corpo alle operazioni di sicurezza dell’evento. Le dichiarazioni vaghe e le conferme parziali sollevano gravi interrogativi. È preoccupante che il Ministro dell’Interno, Piantedosi, non sia stato informato a poche settimane da un evento di tale rilevanza, evidenziando una mancanza di chiarezza e responsabilità istituzionale”.
Inoltre, il sindacato ha aggiunto: “Non si tratta di una forza di polizia qualsiasi. L’ICE è un corpo armato federale noto per operazioni violente, arresti arbitrari e gravi violazioni dei diritti umani, compresi omicidi di cittadini statunitensi disarmati. Tali azioni hanno suscitato indignazione e preoccupazione, come dimostrano le immagini provenienti dagli Stati Uniti, creando un clima di paura e odio, come nel caso di una minaccia a una troupe della RAI durante le loro attività giornalistiche”.
Il sindacato ha poi sottolineato la questione delle Olimpiadi e della Valtellina: “Possiamo davvero immaginare forze armate di questo tipo nelle strade di Bormio e Livigno? Chi potrebbe sentirsi al sicuro? La CGIL non può accettare che la sicurezza di chi vive e lavora nei territori olimpici sia messa a rischio. È chiaro che l’ICE non offre garanzie di operare secondo i principi del sistema di sicurezza italiano. Stiamo parlando di un corpo che entra nelle abitazioni senza mandato e agisce con metodi violenti e arbitrari; pratiche che respingiamo con decisione e che non rientrano nella nostra idea di sicurezza”.
Infine, la Cgil ha concluso: “La presenza di un corpo militare straniero con funzioni di controllo dell’immigrazione rappresenterebbe un pericolo e rischierebbe di trasformare un evento sportivo mondiale in un contesto di sorveglianza e discriminazione, tradendo i valori di inclusione, rispetto e fratellanza che caratterizzano lo spirito olimpico e paralimpico. Per noi, la sicurezza è quella che tutela le persone, il lavoro, le comunità, chi vive le città e le periferie, non quella che genera paura. La CGIL di Sondrio chiede alle istituzioni nazionali e locali, al Comitato Olimpico e agli organizzatori di Milano-Cortina 2026 di garantire un evento aperto e pacifico, dove la sicurezza di lavoratori, visitatori e atleti sia assicurata nel pieno rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali”.