A poche settimane dall’esordio olimpico dello sci alpinismo sulla storica pista Stelvio, si accende un dibattito che va oltre l’entusiasmo locale, toccando un principio fondamentale dello sport: il merito sportivo. A sollevare la questione sono tecnici e appassionati dell’Alta Valtellina, esperti della disciplina, che hanno pubblicato una nota per chiedere una valutazione obiettiva in vista delle selezioni italiane per i Giochi.
Il concetto di merito
Pur riconoscendo con orgoglio la nascita di numerosi campioni a Bormio e nell’Alta Valtellina, i firmatari del documento chiariscono che la loro posizione non si basa su logiche di campanilismo. Al centro della discussione c’è la specificità del formato olimpico, limitato alle prove di Sprint e Staffetta Mista, che richiedono abilità e preparazione specifiche, diverse dalle gare tradizionali.
In questo contesto, il merito assume un significato chiaro e misurabile. Non conta il palmarès passato né la reputazione, ma esclusivamente i risultati ottenuti nelle ultime due stagioni. «Il formato olimpico è una disciplina a sé stante», affermano gli autori della nota, sottolineando che i tempi e i piazzamenti recenti devono essere l’unico criterio oggettivo per le scelte.
Secondo il comunicato, dati e statistiche mostrano come alcuni atleti si siano distinti per costanza e prestazioni nelle prove di Sprint. Tra questi, i nomi di Nicolò Canclini e Giulia Murada emergono come esempi di atleti capaci di eccellere nel formato che, insieme alla Mixed Relay, sarà protagonista ai Giochi. Questo ragionamento vale anche per la staffetta mista, dove la velocità individuale è determinante per il risultato di squadra.
Risultati come unico criterio
“Non stiamo facendo un appello per un atleta specifico”, chiariscono i promotori della riflessione. “Tutti i nostri campioni locali sono motivo di orgoglio. Ma, per amore di questo sport, chiediamo che a decidere sia solo il cronometro”. Scegliere chi ha dimostrato di essere più veloce nel formato olimpico non solo rappresenta la miglior possibilità di medaglia per l’Italia, ma trasmette anche un messaggio chiaro alle nuove generazioni: nello sport di alto livello, i risultati attuali e la specializzazione sono fondamentali.
Il messaggio finale è rivolto alla Direzione Tecnica federale, con l’invito a considerare questo intervento come un contributo costruttivo. La pista Stelvio, simbolo di storia e grandi successi sportivi, è evocata come esempio di come il successo si costruisca sulla trasparenza delle prestazioni. Schierare la squadra più performante nelle prove di Sprint e Mixed Relay, concludono gli appassionati e tecnici dello sci alpinismo dell’Alta Valtellina, sarebbe la miglior garanzia per un’Olimpiade che rimanga nel cuore come un trionfo di talento e giustizia sportiva.